COSA SONO GLI ONECOIN

OneCoin: se sei qui, è perché ne hai sentito parlare, forse bene, forse male, e hai deciso di informarti in prima persona per decidere di cosa si tratta, se è qualcosa di interessante, e soprattutto se fa per te.

Benissimo! Solo informandoti potrai farti un’opinione personale e ragionata sulla questione, e OneCoin non è sicuramente un argomento banale, perché si parla di una vera e propria moneta – ma digitale, come ormai tutto nel mondo. In queste pagine troverai spiegazioni ed esempi per aiutarti a capire meglio di cosa si parla quando si nominano gli OneCoin, come funzionano, cosa sono, e che differenza possono fare per te. Se sei già ferrato sull’argomento delle criptovalute, e magari hai già studiato il fenomeno dei famosi Bitcoin, tutto ti sembrerà più chiaro e semplice, ma cercheremo di rendere le cose perfettamente comprensibili anche per chi è completamente nuovo a questo mondo, e non sa bene di cosa stiamo parlando. E se ne avrai bisogno, potrai contattare direttamente un esperto, Bruno Pepe, per ricevere tutte le informazioni che ti servono!

La sicurezza onecoin

Nell’idea che c’è alla base di OneCoin, nel progetto per creare una valuta digitale che fosse davvero utile e spendibile per tutti, c’è un elemento fondamentale, ed è la sicurezza.  OneCoin non è una valuta immaginata per transazioni segrete e poco chiare, ma una moneta di normale spendibilità, usata da persone normali, che hanno il normalissimo bisogno di sapere che il valore della loro moneta è protetto, che non basta un qualche piccolo errore a livello informatico per far sparire quel che possiedono.

Cosa protegge il valore degli OneCoin, come sono tutelati i possessori di questa valuta?

Innanzitutto, come per tutte le valute digitali, OneCoin è basata su una tecnologia che forse avrai sentito nominare, e che si chiama Blockchain. Lo scopo della Blockchain è quello di tenere traccia di tutte le transazioni che vengono effettuate con una cripto valuta, ma forse questo è ancora un concetto astratto e poco chiaro.

Proviamo così.

La Blockchain è un archivio distribuito, ossia presente sul Web. Chiunque fa parte di questa rete di archivio condiviso viene definito un nodo: si chiama Blockchain, catena a blocchi, perché ogni nodo trasferisce appunto le informazioni a quello successivo in blocco. E la Blockchain è letteralmente il libro contabile di qualsiasi transazione fatta con una determinata criptovaluta fin dall’inizio. E’ un registro aggiornato costantemente di quanta valuta è posseduta da ciascun utente. Ad ogni nuova transazione, viene aggiornato e ritrasmesso – il che rende impossibile effettuare transazioni false, o cancellarne una dal registro. Si può verificare, in ogni istante, quanta cripto valuta possiede un utente: le transazioni sono tracciate con una combinazione di firma digitale – che garantisce l’identità di chi paga e di chi riceve la valuta – e di marca temporale, o timestamp, che assicura che ogni transazione venga validata da un nodo scelto casualmente, e poi trasmessa irreversibilmente a tutti gli altri, aggiornando il registro.

E’ un bel sistema, no? Distribuito, sicuro, e troppo ampio per permettere ad un disonesto di aggirarlo.

Ma per OneCoin non basta. OneCoin vuol essere migliore delle altre criptovalute, più sicura, più spendibile.  E quindi, da subito, il progetto OneCoin ha previsto un protocollo, denominato KYC, che prevede che tutti gli utenti, nel momento in cui creano il proprio wallet e iniziano a possedere OneCoin, debbano identificarsi con un documento riconosciuto. Le transazioni possono ancora essere anonime, ma il sistema di sicurezza sa chi è coinvolto, e può tracciare eventuali transazioni dubbie o errate: un livello superiore di protezione.

E non è tutto, perchè c’è un ulteriore livello di sicurezza, ed è quello rappresentato dalla chiusura dell’algoritmo necessario per minare gli OneCoin. Ora, forse – se non sei un esperto del settore – questo concetto sarà più difficile da seguire, ma cercheremo di spiegartelo nel modo più semplice possibile.

Come ti abbiamo detto, le transazioni vengono verificate da nodi scelti a caso: verificarle significa generare un codice secondo un algoritmo molto complesso, per validarle. Con le altre cripto valute, come ad esempio Bitcoin o Etherium,  chiunque può avere accesso all’algoritmo e impiegare dei computer molto potenti  per verificare quante più transazioni possibili: quest’azione si chiama Mining, “minare”, ed è la base del sistema delle criptovalute generiche. Più si mina, più si ottiene moneta. Ma questo genera fluttuazioni di valore imprevedibili, che sono poco sicure per gli utenti, e non va bene per una moneta per tutti come OneCoin, che non è una speculazione ma una vera valuta. Per questo, l’algoritmo di OneCoin NON E’ aperto a tutti: è chiuso. Non vi ha accesso nessuno: è la struttura centrale a minare OneCoin validando le transazioni. E la sicurezza così è totale.

Ma, potrai domandare, allora come si fa ad ottenere OneCoin?
La risposta è alla base di questo progetto. Se vuoi scoprirla, contattaci: basta cliccare qui.

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